Trasporti affidabili verso gli Stati Uniti sulla linea transatlantica.
Esportare negli Stati Uniti significa lavorare con un sistema doganale che chiede i dati prima che la merce parta, non quando arriva. Due obblighi decidono la riuscita di una spedizione via mare: l’Importer Security Filing, da trasmettere alla dogana statunitense prima dell’imbarco, e la presenza di un importer of record con una garanzia doganale valida. Senza il secondo, la merce non entra, per quanto bene sia stata trasportata.
Negli Stati Uniti l’importazione è intestata a un importer of record, che risponde della classificazione, del valore dichiarato e dei dazi. Deve disporre di una customs bond, la garanzia richiesta dalla dogana. Le forme sono due:
| Single entry bond | Continuous bond | |
|---|---|---|
| Copertura | Una sola spedizione | Tutte le importazioni per dodici mesi |
| Quando conviene | Spedizione occasionale | Da poche spedizioni l’anno in su |
| Tempi | Va emessa per ogni carico | Una volta sola, poi si usa |
| Rischio operativo | Un ritardo nell’emissione ferma quel carico | Nessuno finché è in corso di validità |
Se il venditore estero vuole consegnare in DDP deve trovare il modo di figurare come importatore o appoggiarsi a una struttura che lo faccia per lui: è lo stesso nodo che si presenta in molti altri mercati e che abbiamo descritto nella pagina sulle soluzioni DDP.
Per le spedizioni via mare la dogana statunitense richiede l’ISF, noto anche come 10+2: dieci informazioni a carico dell’importatore e due a carico del vettore. Il termine è almeno ventiquattro ore prima che il container venga caricato a bordo nel porto estero, non prima dell’arrivo.
Le conseguenze di un ISF tardivo o incompleto sono concrete: sanzioni pecuniarie, mancata autorizzazione al carico e controlli più frequenti sulle spedizioni successive. È il punto in cui la catena si rompe più spesso, perché richiede che i dati commerciali siano definitivi giorni prima della partenza — mentre in molte aziende la fattura viene chiusa all’ultimo.
L’ISF riguarda il trasporto marittimo. Per aereo e per strada valgono obblighi di comunicazione anticipata diversi, ma il principio è lo stesso: i dati precedono la merce.
Per anni le spedizioni fino a 800 dollari entravano negli Stati Uniti in esenzione di dazio con formalità minime. Quella esenzione è stata sospesa: le merci che arrivano con modalità diverse dal canale postale internazionale devono ora seguire una procedura di dichiarazione ordinaria, con dati e adempimenti completi.
Per chi vendeva negli Stati Uniti in spedizioni frazionate di piccolo valore il cambiamento non è marginale: il modello che rendeva conveniente quel canale non esiste più. Conviene rifare il conto confrontandolo con la spedizione consolidata e lo stoccaggio a destino.
È la comunicazione anticipata di dati che la dogana statunitense richiede per le spedizioni via mare: dieci elementi a carico dell’importatore e due a carico del vettore, da cui il nome 10+2. Va trasmessa prima dell’imbarco nel porto estero.
Almeno ventiquattro ore prima che il container venga caricato a bordo della nave nel porto di partenza. Non è un termine legato all’arrivo negli Stati Uniti, ed è la ragione per cui i dati commerciali devono essere definitivi prima della partenza.
Sono previste sanzioni pecuniarie e, nella pratica, il container può non essere caricato. Le spedizioni successive dello stesso operatore vengono inoltre sottoposte a controlli più frequenti.
Sì, l’importer of record deve disporre di una garanzia doganale valida. La single entry bond copre una sola spedizione, la continuous bond copre dodici mesi di importazioni: dalle poche spedizioni annue in su la seconda è quasi sempre più conveniente e più sicura sui tempi.
Solo se riesce a figurare come importer of record o ad appoggiarsi a una struttura che assuma quel ruolo, con la relativa garanzia. Non è un dettaglio contrattuale: senza importatore la merce non entra.
No. L’esenzione di basso valore è stata sospesa per le merci che arrivano con modalità diverse dal canale postale internazionale: si applica una procedura di dichiarazione ordinaria con dati completi. Chi lavorava su spedizioni frazionate deve rifare il conto.
Le prime cifre sono armonizzate a livello internazionale, ma la voce statunitense completa segue la tariffa HTSUS e va verificata sul singolo prodotto. Da quella voce dipendono dazio, obblighi e competenza delle agenzie diverse dalla dogana.
Luogo di ritiro e di consegna, voce doganale, dimensioni, peso e numero dei colli, natura della merce, resa Incoterms e chi figura come importer of record. Per le merci pericolose anche numero ONU e classe.
Diteci chi sarà l’importatore prima di parlare di navi. Su quella risposta si costruisce tutto il resto: garanzia, ISF, classificazione e resa. Il trasporto marittimo e lo sdoganamento all’esportazione sono gestiti internamente.
Spedizioni di container (FCL/LCL) e project cargo.\r\nAria
Indicateci il punto di carico e i dettagli della merce: vi risponderemo a breve con un preventivo chiaro.