Un magazzino doganale è un deposito sotto vigilanza doganale in cui la merce resta senza essere importata: i dazi e l’IVA non sono dovuti finché la merce non esce per l’immissione in libera pratica. Edora Global Trade offre stoccaggio in regime doganale e ordinario, consolidamento, ripartizione ed etichettatura, con distribuzione verso Europa, Nord Africa, Caucaso e Golfo.
Il magazzino doganale non è un servizio logistico: è uno strumento finanziario. Permette di portare la merce vicino al mercato senza immobilizzare il capitale dei dazi, e di pagarli solo sulla quantità effettivamente venduta.
| Deposito ordinario | Magazzino doganale | |
|---|---|---|
| Stato della merce | Già importata | Non ancora importata |
| Dazi e IVA | Pagati all’ingresso | Sospesi fino all’uscita |
| Prelievi parziali | Liberi | Possibili; si pagano i tributi sulla quota che esce |
| Rispedizione all’estero | Richiede un’esportazione | Riesportazione diretta, senza aver mai importato |
| Costo | Solo affitto | Affitto + gestione doganale |
La domanda da porsi è una sola: la liquidità liberata dai dazi sospesi vale più del costo di gestione del deposito? Su prodotti ad alta aliquota o a rotazione lenta la risposta è quasi sempre sì. Su merce a bassa aliquota che si vende in due settimane, il magazzino doganale è un costo inutile.
La manipolazione in deposito è la parte che gli importatori sottovalutano di più. Un carico arriva in un’unica spedizione, viene diviso per cliente, etichettato secondo i requisiti del mercato di destino e riparte in consegne separate — ciascuna con i propri tributi assolti solo sulla quantità che esce.
Per chi vende su più mercati con requisiti di etichettatura diversi, farlo in deposito costa una frazione di quanto costa farlo dopo l’importazione, quando ogni modifica avviene su merce già a tributi assolti.
Quale strada convenga dipende da aliquota, mercato e tempo. Il calcolo va fatto prima che la merce parta dall’origine, perché è in quel momento che si sceglie il porto di sdoganamento e la struttura documentale.
Il regime di deposito doganale non prevede in generale un limite di giacenza. Restano però gli obblighi di gestione e di monitoraggio: posizioni aperte a lungo e non seguite possono attivare procedure d’ufficio da parte dell’autorità doganale.
Al momento dell’uscita per immissione in libera pratica, e solo sulla quantità che esce. Finché la merce è in deposito non sorge alcuna obbligazione doganale.
Sì. La proprietà può essere trasferita e il nuovo titolare subentra nel regime. È uno dei meccanismi su cui si regge il commercio triangolare: si trova l’acquirente senza aver importato nulla.
Sì, l’etichettatura rientra nelle manipolazioni usuali ammesse, insieme a selezione, riconfezionamento e campionatura. Per i mercati che richiedono etichette in lingua locale è quasi sempre la soluzione più economica.
Sì. Trattandosi di merce non importata, la riesportazione verso il fornitore è nettamente più semplice ed economica di un reso dopo l’immissione in libera pratica.
Di norma un canone per metro quadro o per posto pallet, più i servizi di entrata, uscita e manipolazione. Il confronto corretto non è con l’affitto di un capannone, ma con il costo del capitale immobilizzato nei tributi che si eviterebbe di anticipare.
Il regime prevede una garanzia a copertura dei tributi sospesi. Rivolgendosi a un deposito di terzi l’onere può essere in capo al gestore: è un punto da chiarire in contratto prima di iniziare.
Sì. Trasporto, sdoganamento e stoccaggio sono gestiti come un unico flusso: è la ragione principale per cui i tempi si accorciano, perché non ci sono passaggi di consegne tra fornitori diversi.
Fateci una simulazione, non una domanda generica. Indicateci prodotto, voce doganale, quantità e velocità di vendita prevista: vi restituiamo il confronto tra importazione diretta e deposito, con l’impatto sulla liquidità.
Comunicateci i dettagli della merce: vi risponderemo a breve con un prezzo chiaro.