Soluzioni logistiche flessibili e rapide verso gli EAU sulla linea del Golfo.
Gli Emirati Arabi Uniti sono il principale nodo di redistribuzione del Golfo: una parte rilevante della merce che entra a Dubai o ad Abu Dhabi non resta nel paese, ma prosegue verso Arabia Saudita, Oman, Africa orientale e Asia meridionale. Per chi esporta questo cambia due cose: la scelta tra zona franca e territorio doganale pesa più della scelta della nave, e la conformità del prodotto secondo lo schema ECAS del MOIAT va verificata prima della partenza, non all’arrivo.
Negli Emirati la prima domanda non è come arriva la merce, ma dove viene consegnata. Le zone franche — Jebel Ali, Dubai Airport Free Zone, KIZAD e le altre — sono trattate come territorio esterno alla dogana: finché la merce resta lì non sorge alcuna obbligazione doganale. Il dazio matura nel momento in cui la merce esce dalla zona franca verso il mercato interno.
| Consegna in zona franca | Consegna in territorio doganale | |
|---|---|---|
| Dazio | Sospeso finché la merce resta in zona | Dovuto all’ingresso |
| Destinatario | Società licenziataria della zona franca | Società con licenza commerciale locale |
| Riesportazione | Diretta, senza aver mai importato | Richiede una procedura di esportazione |
| Vendita sul mercato interno | Serve un secondo passaggio doganale | Immediata |
| Uso tipico | Stock regionale, distribuzione verso il Golfo | Vendita a un cliente finale negli EAU |
L’errore più frequente è vendere in DDP a un cliente degli Emirati indicando come destinatario una società di zona franca. La merce arriva, ma per consegnarla davvero serve un secondo sdoganamento che nessuno aveva quotato. Il punto va chiarito in fase di offerta, non di consegna: la nostra pagina sulle soluzioni DDP spiega dove si rompe di solito la catena.
Gli EAU applicano lo schema ECAS (Emirates Conformity Assessment Scheme), amministrato dal MOIAT, il Ministero dell’Industria e della Tecnologia Avanzata. Per le categorie regolate serve un certificato di conformità rilasciato attraverso lo schema: senza, la merce non viene immessa sul mercato.
La verifica va fatta sulla voce doganale e sulla norma applicabile al singolo prodotto, prima della spedizione. Un certificato ottenuto a merce ferma in porto costa settimane di sosta.
Gli EAU applicano la tariffa esterna comune del Consiglio di Cooperazione del Golfo, con aliquota ordinaria del 5 per cento sul valore CIF per la maggior parte delle merci, oltre a esenzioni e aliquote specifiche su alcune categorie. L’IVA è al 5 per cento. Sui documenti valgono le regole del Golfo: fattura commerciale coerente con la lista di imballo, certificato di origine e documento di trasporto intestati esattamente al destinatario che compare in dichiarazione.
Su molte spedizioni verso il Golfo la vera alternativa non è tra due navi ma tra mare e strada. Quando la differenza di costo è marginale ve le mostriamo entrambe, invece di quotare soltanto la modalità richiesta.
Per l’immissione sul mercato interno serve un soggetto con licenza commerciale valida negli EAU, che figuri come importatore in dichiarazione. Per la consegna in zona franca il destinatario è invece la società licenziataria della zona. Sono due strutture diverse e vanno decise prima di emettere i documenti di trasporto.
È il certificato di conformità previsto dall’Emirates Conformity Assessment Scheme, lo schema del MOIAT che regola l’accesso al mercato per numerose categorie di prodotto. Attesta che il prodotto rispetta la norma applicabile negli Emirati ed è presupposto per l’immissione sul mercato.
No. ECAS certifica la conformità del prodotto ed è il requisito di accesso. L’Emirates Quality Mark è uno schema più ampio, con licenza d’uso del marchio e valutazione del sistema di gestione della qualità del fabbricante. L’EQM non sostituisce ECAS.
Si applica la tariffa esterna comune del Consiglio di Cooperazione del Golfo, con aliquota ordinaria del 5 per cento sul valore CIF per la generalità delle merci, salvo esenzioni e categorie a tassazione specifica. L’IVA è al 5 per cento. La verifica va fatta sulla voce doganale del singolo prodotto.
Conviene quando la merce serve a rifornire più paesi del Golfo o quando una parte verrà riesportata: in zona franca il dazio non matura e la riesportazione è diretta. Non conviene quando tutta la merce è destinata al mercato interno degli Emirati, perché si aggiunge un passaggio doganale senza alcun beneficio.
Sì, secondo il codice IMDG via mare e l’ADR su strada, con dichiarazione di merci pericolose e imballaggi omologati. Per i liquidi chimici la valutazione parte dalla scheda di sicurezza e dal numero ONU.
Sì. Molti carichi entrano negli EAU come stock regionale e ripartono verso Arabia Saudita, Kuwait e Oman. Ogni paese di destino ha il proprio schema di conformità, che va verificato separatamente da quello emiratino.
Luogo di ritiro, destinatario e indirizzo di consegna, voce doganale, dimensioni, peso e numero dei colli, resa Incoterms desiderata e se la consegna è in zona franca o in territorio doganale. Per le merci pericolose anche numero ONU e classe.
Mandateci rotta, volume, voce doganale e tipo di destinatario. Ricevete un costo unico comprensivo, il tempo di resa reale e la verifica di conformità necessaria prima della partenza. Lo sdoganamento è gestito internamente.
Spedizioni di container (FCL/LCL) e project cargo.\r\nAria
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