L'Italia è una delle linee più forti e più intense di Edora.
L’Italia è il nostro mercato di riferimento in Europa, sia come origine sia come destinazione. Con la Turchia vale l’unione doganale: sui prodotti industriali la merce circola in esenzione di dazio con il certificato A.TR. Verso il Golfo, il Nord Africa, il Caucaso e l’Asia centrale l’Italia è invece il punto di partenza di rotte in cui la variabile decisiva non è il nolo, ma chi gestisce la dogana a destino.
| Direzione | Modalità prevalenti | Documento chiave |
|---|---|---|
| Italia → Turchia | Camion completo, groupage, ro-ro sull’Adriatico | A.TR per i prodotti industriali |
| Turchia → Italia | Camion completo e groupage, container via mare | A.TR, oppure EUR.1 fuori dall’unione doganale |
| Italia → Golfo e Nord Africa | Container FCL e LCL, break bulk | Certificato di origine e conformità del paese di destino |
| Italia → Caucaso e Asia centrale | Strada in transito, multimodale via Caspio | Documento di transito e garanzia |
| Merce in transito per l’Italia | Regime T1 | Nessuna importazione, nessun dazio |
Sulle relazioni europee la maggior parte dei carichi viaggia su semirimorchio standard. I limiti da tenere presenti nella pianificazione sono la massa complessiva, generalmente 40 tonnellate per il complesso veicolare — con la soglia più alta prevista per il trasporto combinato — la lunghezza utile di circa 13,6 metri e una capacità indicativa di 33 europallet a terra.
Sono numeri che sembrano tecnici e invece decidono il costo: un carico che sfora di due pallet non paga il due per cento in più, paga un secondo mezzo. Quando riceviamo una richiesta con volumi vicini alla soglia lo diciamo prima, perché spesso basta rivedere l’imballo per restare dentro.
Il groupage è la scelta corretta sotto una certa soglia, non per definizione. Indicativamente intorno ai 13–15 metri cubi via mare, e su una frazione significativa del mezzo via strada, il conto va rifatto in entrambi i modi: sopra quella fascia il carico completo spesso costa meno e arriva prima, perché salta due passaggi di magazzino.
Lavoriamo anche in modalità neutrale per altri spedizionieri: sui carichi affidati da colleghi non contattiamo il vostro cliente e non proponiamo servizi a valle. Le condizioni sono descritte nella pagina sul trasporto marittimo.
Non tutta la merce che tocca l’Italia deve esservi importata. Con il regime di transito la merce attraversa il territorio doganale senza generare dazio né IVA all’importazione, sotto garanzia. È la struttura su cui si regge buona parte del commercio triangolare: si acquista in un paese, si consegna in un terzo, e il paese di passaggio resta tale.
La domanda che riceviamo più spesso non è quanto costa, ma quando arriva. Sulla direttrice Turchia–Italia la merce si muove in quattro modi e ognuno ha un profilo di tempo diverso.
| Modalità | Percorso tipico | Tempo indicativo | Quando ha senso |
|---|---|---|---|
| Camion via terra | Kapıkule, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia, Italia | 5–8 giorni dal carico | Carico completo e groupage con consegna porta a porta |
| Camion con tratta Ro-Ro | Çeşme o Pendik verso Trieste, poi strada | 4–6 giorni | Quando i valichi balcanici sono congestionati |
| Container marittimo | Ambarlı, Izmir o Mersin verso Genova, La Spezia, Trieste, Ravenna, Venezia | 7–14 giorni porto a porto | Volumi alti e costo per metro cubo più basso |
| Aereo | Istanbul verso Milano Malpensa, Roma Fiumicino, Bologna | 1–3 giorni | Ricambi, campionature, fermo linea |
I tempi partono dal momento del carico, non dall’ordine, e restano indicativi: il preventivo riporta sempre il tempo della tratta specifica, con il valico o il porto che useremo. Le due variabili che spostano davvero il calendario sono la coda ai valichi e il momento in cui la documentazione è completa. La seconda dipende dal fornitore, ed è quella che vediamo saltare più spesso.
La maggior parte dei prodotti industriali circola tra Turchia e Italia senza dazio grazie all’unione doganale, a condizione che la spedizione viaggi con il certificato A.TR. Il dazio non si paga, l’IVA all’importazione sì: in Italia l’aliquota ordinaria è del 22%, calcolata sul valore in dogana comprensivo di trasporto e assicurazione.
Le eccezioni contano più della regola, perché sono quelle che fermano la merce:
È la distinzione che genera più contestazioni in verifica: A.TR e EUR.1 non sono intercambiabili. Il primo dice dove la merce circola liberamente, il secondo dice dove è stata prodotta. La differenza, con i casi limite, è spiegata in A.TR o EUR.1: quale certificato serve.
| Documento | Chi lo emette | A cosa serve |
|---|---|---|
| Fattura commerciale | Venditore turco | Base del valore in dogana: deve riportare Incoterms, valuta e descrizione merceologica reale |
| Packing list | Venditore turco | Colli, pesi e dimensioni: è ciò che la dogana confronta con il carico |
| A.TR oppure EUR.1 | Dogana turca, vistato | Circolazione in esenzione di dazio, oppure origine preferenziale |
| CMR o polizza di carico | Vettore | Titolo di trasporto; via mare è anche titolo di consegna |
| Codice EORI | Agenzia delle Dogane | Identifica l’importatore in ogni operazione doganale nell’UE |
| Dichiarazione di importazione | Spedizioniere doganale | Immissione in libera pratica e liquidazione dell’IVA |
A queste si aggiungono, secondo il prodotto, la dichiarazione di conformità CE, le schede di sicurezza per i chimici e le certificazioni sanitarie o fitosanitarie. Quando la merce parte prima che la lista sia completa, il costo non è il documento mancante: sono i giorni di sosta in porto o in magazzino doganale. È il motivo per cui teniamo lo sdoganamento e il trasporto sotto lo stesso tetto.
Trieste è il punto di ingresso principale del traffico Ro-Ro dalla Turchia e resta la scelta naturale per i semirimorchi. Per il container completo lavoriamo su Genova, La Spezia, Ravenna e Venezia, scegliendo lo scalo in funzione della destinazione finale: un porto più vicino al magazzino vale spesso più di un nolo marittimo leggermente più basso, perché in Italia il trasporto terrestre pesa sul totale più di quanto ci si aspetti.
Via terra il valico di riferimento è Kapıkule verso la Bulgaria. Quando i tempi di attesa si allungano, la tratta Ro-Ro verso Trieste diventa competitiva anche a parità di costo, perché elimina quattro passaggi di frontiera. Quando la differenza è marginale vi mostriamo entrambe le opzioni invece di quotare solo quella che avete chiesto: la stessa logica che seguiamo sul trasporto stradale e sul trasporto marittimo.
Se la merce non deve entrare in Italia ma solo attraversarla, il regime corretto è il transito: lo trattiamo nella pagina trasporto in transito e nella scheda della Turchia.
Per i prodotti industriali e i prodotti agricoli trasformati sì: è il documento che consente la circolazione in esenzione di dazio nell’ambito dell’unione doganale. Fuori da quell’ambito valgono documenti diversi, in particolare l’EUR.1. Ne parliamo nel dettaglio nella pagina sulla Turchia.
Su un semirimorchio standard, indicativamente 33 europallet a terra, con una lunghezza utile intorno ai 13,6 metri. La massa complessiva di riferimento è generalmente 40 tonnellate per il complesso veicolare, con una soglia più alta prevista per il trasporto combinato.
Via mare indicativamente sopra i 13–15 metri cubi il conto va rifatto, perché il container completo spesso costa meno del groupage e arriva prima. Via strada la soglia dipende dal peso e dall’ingombro: la verifichiamo sul singolo carico.
Sì, in modalità neutrale: sui carichi affidati da colleghi non contattiamo il vostro cliente, la documentazione segue le vostre istruzioni e non proponiamo servizi paralleli. Lo mettiamo per iscritto prima del primo carico.
No. In regime di transito la merce attraversa il territorio doganale senza esservi importata: non sorge obbligazione doganale né IVA all’importazione, a fronte di una garanzia.
Sì, all’esportazione e all’importazione, inclusi i documenti di origine e di circolazione. È la parte in cui si perdono più giorni quando trasporto e dogana sono affidati a fornitori diversi.
Sì, secondo ADR su strada e IMDG via mare, con imballaggi omologati e documentazione completa. Per i liquidi chimici la valutazione parte sempre dalla scheda di sicurezza.
Luogo di ritiro e di consegna, dimensioni, peso e numero dei colli, natura della merce e resa Incoterms desiderata. Per le merci pericolose anche numero ONU e classe; per le destinazioni extra europee, la voce doganale.
Mandateci rotta, volume e resa desiderata. Ricevete un costo unico comprensivo, il tempo di resa reale e — quando esiste — l’alternativa che costa meno di quella che avete chiesto.
Da 4 a 8 giorni via camion secondo il valico e la tratta Ro-Ro scelta, da 7 a 14 giorni porto a porto via container, da 1 a 3 giorni via aereo. Sono tempi indicativi dal carico: il preventivo indica il tempo della tratta specifica.
Sui prodotti industriali coperti dall’unione doganale e accompagnati da A.TR non si paga dazio. Restano fuori i prodotti agricoli e i prodotti ex CECA, e la merce di origine extra-turca non immessa in libera pratica in Turchia.
In Italia l’aliquota ordinaria all’importazione è del 22%, calcolata sul valore in dogana comprensivo di trasporto e assicurazione fino al punto di ingresso. Alcune categorie di prodotti seguono aliquote ridotte.
Sì. Ogni soggetto che compie operazioni doganali nell’Unione europea deve avere un codice EORI. Si richiede all’Agenzia delle Dogane e si ottiene una sola volta: senza EORI la dichiarazione non può essere presentata.
Dipende da dove va la merce, non dal nolo. Per il Nord-Est Trieste, Venezia e Ravenna riducono il trasporto terrestre; per il Nord-Ovest e la Lombardia Genova e La Spezia sono di norma più efficienti. Confrontiamo il costo totale porta a porta, non solo il nolo marittimo.
Servizi regolari di groupage e a carico completo tra Turchia e Italia.\r\nMare
Indicateci il punto di carico e i dettagli della merce: vi risponderemo a breve con un preventivo chiaro.