Zona franca o deposito doganale? Entrambi permettono di tenere la merce senza pagare dazio, ed è proprio per questo che vengono confusi. La differenza sta in una frase: il deposito doganale è un regime, la zona franca è un luogo con uno statuto. In deposito la merce sosta; in zona franca si lavora, si assembla, si consolida, si produce e si esercita un’attività d’impresa. Scegliere male non si vede subito: si vede mesi dopo, sotto forma di un costo che nessuno aveva previsto.
Regime oppure luogo
Il deposito doganale è un regime sotto vigilanza. La merce si considera non entrata nel territorio doganale, dazio e IVA restano sospesi e alla scadenza autorizzata la merce viene importata oppure riesportata. Conta molto meno il capannone del regime che vi si applica dentro.
La zona franca è invece un’area fisicamente nel Paese ma considerata fuori dal territorio doganale. Lì la merce non si limita a sostare: si costituiscono società, si assume personale, si produce, si fattura. Il deposito è una tappa di una spedizione; la zona franca è l’indirizzo di un modello di business.
| Deposito doganale | Zona franca | |
|---|---|---|
| Natura | Regime doganale | Statuto geografico e giuridico |
| Durata | Periodo autorizzato, finito | Nessun limite pratico |
| Dazio e IVA | Sospesi; sorgono all’importazione | Non sorgono dentro la zona |
| Manipolazioni | Solo conservazione: conteggio, etichettatura, riconfezionamento | Lavorazione, assemblaggio, produzione |
| Presenza societaria | No | Sì, si costituisce un’entità in zona |
| Uso tipico | Differire il dazio, attendere documenti | Hub distributivo regionale, produzione, triangolazione |
Quando conviene il deposito doganale
Il deposito è lo strumento giusto quando il problema è il tempo. Tre casi classici:
Flusso di cassa. La merce è arrivata ma la vendita è fra tre mesi. In deposito dazio e IVA non sorgono fino all’immissione in libera pratica: il capitale non resta immobilizzato a magazzino.
Attesa di documenti. Il certificato A.TR o EUR.1 non è ancora emesso, manca una conformità, oppure la classificazione doganale è contestata. La merce attende in deposito mentre si completa il fascicolo, senza accumulare sosta in porto.
Riesportazione. La merce non entrerà mai nel mercato interno. Uscendo dal deposito verso un Paese terzo non c’è importazione, quindi il dazio non sorge affatto.
Quando conviene la zona franca
La zona franca ripaga il suo costo quando il problema è il modello di business. Se sulla merce si fa qualcosa, e non la si tiene soltanto ferma, il deposito non basta.
Hub distributivo regionale. Si acquista in massa dall’Estremo Oriente e si spedisce a lotti verso Medio Oriente e Nord Africa. La zona franca tiene lo stock senza scadenze e ogni partenza esce come esportazione autonoma. Lo stesso schema, in deposito, si scontra con il limite di tempo.
Lavorazione e assemblaggio. Arrivano i componenti, si assemblano in zona, esce il prodotto finito. In deposito non si va oltre la manipolazione conservativa; in zona franca la produzione è ammessa.
Triangolazione. Compratore e venditore sono in Paesi terzi e voi siete in mezzo. La merce non deve entrare nel mercato interno: la risposta operativa è quasi sempre la zona franca, quella documentale il regime di transito T1.
Albero decisionale
Nella pratica li separa una sola domanda: sulla merce farete qualcosa, oppure aspetterà soltanto?
| La vostra situazione | Soluzione |
|---|---|
| La merce attende da uno a sei mesi, poi entra nel mercato interno | Deposito doganale |
| La merce non entra mai nel mercato interno, unica riesportazione | Deposito doganale |
| Si attendono documenti o conformità | Deposito doganale |
| Stock permanente, frazionato in molte spedizioni | Zona franca |
| Assemblaggio, kitting o lavorazione oltre l’etichettatura | Zona franca |
| Un’impresa opererà dal sito | Zona franca |
Tre errori che costano
1. Considerare la zona franca un magazzino senza dazio. Serve costituire un’entità, tenere la contabilità e pagare i corrispettivi all’ente di zona. Per una spedizione occasionale la zona franca costa più del deposito, non meno.
2. Dimenticare la scadenza del deposito. Alla scadenza la merce va importata o vincolata a un altro regime. “Teniamola ancora un po’” non è un’opzione e lo sforamento ha conseguenze.
3. Credere che la vendita dalla zona al mercato interno sia una vendita ordinaria. È un’importazione: si presenta una dichiarazione e in quel momento sorgono dazio e IVA. L’onere evitato all’ingresso si presenta all’uscita.
Qual è la differenza essenziale fra zona franca e deposito doganale?
Il deposito doganale è un regime che consente di tenere la merce in sospensione di dazio per un periodo limitato. La zona franca è un’area considerata fuori dal territorio doganale, dove si opera con una società, si può produrre e non esiste un limite pratico di tempo.
Quanto può restare la merce in deposito doganale?
Il periodo dipende dal tipo di deposito e dall’autorizzazione rilasciata; non è mai illimitato. Prima della scadenza la merce va importata o vincolata a un altro regime, quindi il limite va messo in conto fin dall’inizio.
Si può produrre in zona franca?
Sì. Assemblaggio, kitting, lavorazione e produzione sono ammessi in zona franca. In deposito doganale sono consentite solo le manipolazioni conservative — conteggio, etichettatura, riconfezionamento — che non alterano la natura della merce.
Si può vendere dalla zona franca al mercato interno?
Si può, ma quella vendita è un’importazione. Si presenta la dichiarazione doganale e in quel momento sorgono dazio e IVA. L’onere differito dentro la zona si paga all’ingresso nel mercato interno.
Quale costa meno?
Per operazioni occasionali o di basso volume il deposito è quasi sempre più economico, perché non richiede costituzione societaria né costi fissi di zona. Con stock permanente e distribuzione regolare la zona franca diventa più conveniente per unità spedita.
La merce in deposito può cambiare proprietario?
Sì. La titolarità può passare mentre la merce resta ferma dov’è; si aggiorna solo il lato regime e dichiarazione. È una struttura molto usata nelle triangolazioni.
In zona franca il tempo di giacenza è limitato?
Non esiste la pressione della scadenza tipica del deposito. È proprio questa la caratteristica che rende la zona franca interessante per chi costruisce una posizione di stock regionale di lungo periodo.
Da dove partire se non riesco a decidere?
Fissate tre numeri: spedizioni all’anno, giacenza media e se sulla merce si esegue o meno una lavorazione. Con questi si affiancano i costi totali dei due scenari — è il confronto che prepariamo in fase di preventivo.
Impostare bene la struttura di stock e dogana all’inizio costa molto meno che correggerla dopo. Inviateci il profilo delle vostre spedizioni e metteremo a confronto lo scenario deposito e quello zona franca, con tutte le voci di costo. Pagine di servizio: servizi di magazzinaggio e sdoganamento; per iniziare, il modulo preventivo.