Lo sdoganamento all’importazione è la procedura con cui una merce proveniente da un Paese terzo viene immessa in libera pratica nell’Unione europea: si presenta la dichiarazione doganale, si liquidano dazio e IVA e la merce diventa disponibile. Con documentazione completa e canale verde la pratica si chiude in poche ore; i ritardi nascono quasi sempre dai documenti, non dalla dogana.
Le fasi, in ordine
| Fase | Che cosa succede | Chi la fa |
|---|---|---|
| Dichiarazione sommaria di entrata | I dati della spedizione vengono trasmessi prima dell’arrivo per l’analisi dei rischi | Vettore o spedizioniere |
| Arrivo e presa in carico | La merce entra in temporanea custodia nel luogo approvato | Terminal o magazzino |
| Dichiarazione di importazione | Voce doganale, valore, origine e regime vengono dichiarati | Importatore o rappresentante doganale |
| Selezione del canale | Verde: svincolo automatico. Giallo: controllo documentale. Rosso: visita fisica | Sistema doganale |
| Liquidazione e svincolo | Dazio e IVA vengono assolti, la merce esce | Dogana |
Il canale non si sceglie e non si negozia: è il risultato dell’analisi dei rischi sul profilo dell’operatore, sulla merce e sull’origine. Quello che si può fare è ridurre le occasioni di anomalia, ed è quasi tutto lavoro fatto prima che la merce parta.
Che cosa determina davvero i tempi
Su una pratica ordinaria con canale verde, dalla presentazione allo svincolo passano ore, non giorni. Le tre cause di ritardo che incontriamo più spesso sono sempre le stesse:
- Descrizione merceologica generica in fattura — voci come «ricambi» o «articoli tessili» non consentono di attribuire una voce doganale certa e generano richieste di integrazione.
- Disallineamento tra fattura, packing list e certificato — colli, pesi o descrizioni che non coincidono sono la prima cosa che un controllo documentale rileva.
- Certificati mancanti o emessi male — A.TR o EUR.1 sbagliati, dichiarazioni di conformità assenti, schede di sicurezza non allegate per i chimici.
Quanto costa lo sdoganamento
Il costo si divide in due blocchi che vale la pena non confondere. Il primo è fiscale e non dipende dallo spedizioniere: dazio, quando dovuto, e IVA all’importazione, in Italia con aliquota ordinaria del 22% sul valore in dogana comprensivo di trasporto e assicurazione fino al punto di ingresso. Il secondo è il servizio: la pratica doganale, le eventuali visite, la sosta e i diritti del terminal.
Sulle importazioni dalla Turchia il primo blocco si riduce parecchio: per i prodotti industriali coperti dall’unione doganale e accompagnati da A.TR il dazio non è dovuto. Resta l’IVA, e restano fuori i prodotti agricoli e quelli ex CECA. La distinzione tra i due certificati è spiegata in A.TR o EUR.1.
Chi può presentare la dichiarazione
La dichiarazione può presentarla l’importatore stesso o un rappresentante doganale. In rappresentanza diretta il rappresentante agisce in nome e per conto dell’importatore, che resta responsabile del contenuto. In rappresentanza indiretta agisce in nome proprio e diventa obbligato in solido per i diritti doganali.
In entrambi i casi l’importatore deve possedere un codice EORI valido. È il controllo che consigliamo di fare per primo, perché è l’unico che non si può recuperare mentre la merce è già in porto.
Quando conviene non sdoganare subito
Non tutta la merce deve entrare in libera pratica appena arriva. Se il capitale immobilizzato in dazi e IVA pesa più del costo di stoccaggio, il deposito doganale permette di rinviare l’assolvimento fino all’uscita effettiva. Se invece la merce non è destinata all’Italia ma deve solo attraversarla, il regime corretto è il transito con documento T1, che sposta le formalità alla dogana di destinazione.
Domande frequenti
Quanto dura lo sdoganamento di un’importazione in Italia?
Con documentazione completa e canale verde la pratica si chiude in poche ore dalla presentazione della dichiarazione. Il canale giallo aggiunge il tempo necessario a produrre i documenti richiesti, il rosso quello della visita fisica: in entrambi i casi la durata dipende dalla rapidità con cui si risponde.
Che cosa sono i canali verde, giallo e rosso?
Sono gli esiti dell’analisi dei rischi sulla dichiarazione. Verde significa svincolo senza controlli, giallo controllo documentale, rosso visita fisica della merce. Il canale è assegnato dal sistema e non è negoziabile.
Si paga dazio sulle importazioni dalla Turchia?
Sui prodotti industriali coperti dall’unione doganale e accompagnati da A.TR no. Restano soggetti a dazio i prodotti agricoli, quelli ex CECA e la merce di origine extra-turca non immessa in libera pratica in Turchia. L’IVA all’importazione è comunque dovuta.
Posso sdoganare senza spedizioniere?
Sì, un’impresa può presentare la dichiarazione in proprio se dispone di EORI e degli strumenti telematici. Nella pratica quasi tutti si affidano a un rappresentante doganale, perché l’errore su voce, valore o origine si paga in revisione dell’accertamento anni dopo.
Che documenti servono per sdoganare?
Fattura commerciale, packing list, titolo di trasporto, certificato di origine o di circolazione quando previsto, codice EORI e, secondo il prodotto, dichiarazioni di conformità, schede di sicurezza o certificati sanitari. La lista completa per la tratta turca è nella pagina spedizioni Turchia-Italia.
Se volete che trasporto e dogana viaggino insieme invece di essere due fornitori che si rimpallano i documenti, questa è la parte del lavoro che facciamo internamente.