Codice EORI: cos’è, chi deve richiederlo e come si ottiene

Il codice EORI (Economic Operators Registration and Identification) è il numero unico che identifica un’impresa in ogni operazione doganale nell’Unione europea. Senza EORI la dichiarazione di importazione non può essere presentata: la merce resta ferma in dogana. Si richiede una sola volta all’Agenzia delle Dogane e resta valido in tutti i 27 Stati membri.

A che cosa serve concretamente

L’EORI è la chiave con cui la dogana collega una dichiarazione a un soggetto giuridico. Compare nella dichiarazione di importazione e di esportazione, nelle dichiarazioni di transito, nelle richieste di autorizzazione e in ogni comunicazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Per un’impresa italiana il codice si compone della sigla IT seguita dal numero di partita IVA.

Vale la pena essere precisi su un punto che genera confusione: l’EORI non sostituisce la partita IVA e non è un’autorizzazione doganale. È soltanto un identificativo. Averlo non dà diritto a nessuna agevolazione; non averlo blocca tutto.

Chi deve richiederlo

Soggetto Serve l’EORI? Nota
Impresa italiana che importa o esporta Anche per una sola spedizione all’anno
Impresa italiana che compra solo dentro l’UE No Le cessioni intracomunitarie non sono operazioni doganali
Impresa extra-UE che presenta dichiarazioni nell’UE EORI rilasciato dal primo Stato membro in cui opera
Privato che importa occasionalmente Di norma no Diverso se le importazioni diventano abituali
Rappresentante doganale Ha un proprio EORI, distinto da quello dell’importatore

Come si richiede

La richiesta si presenta all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli attraverso il portale telematico, con le credenziali digitali dell’impresa. Servono i dati anagrafici, la partita IVA e i riferimenti del legale rappresentante. Per un’impresa italiana già iscritta al registro imprese il rilascio è di norma immediato o richiede pochi giorni lavorativi.

Prima di richiederlo conviene verificare se esiste già: molte imprese hanno un EORI attivato anni prima da uno spedizioniere e non lo sanno. La banca dati europea consente di controllare la validità di un codice inserendolo nel servizio di verifica della Commissione. Se risulta valido, non serve richiederne un altro: l’EORI è unico per soggetto.

EORI e rappresentanza doganale

Quando lo sdoganamento viene affidato a uno spedizioniere, il rapporto può assumere due forme. Nella rappresentanza diretta lo spedizioniere agisce in nome e per conto dell’importatore, che resta il dichiarante e risponde del contenuto della dichiarazione. Nella rappresentanza indiretta lo spedizioniere agisce in nome proprio ma per conto dell’importatore, e diventa obbligato in solido per i diritti doganali.

La scelta non è formale: cambia chi risponde in caso di revisione dell’accertamento. In entrambi i casi l’importatore deve avere il proprio EORI. Nella nostra pratica di sdoganamento la forma viene concordata prima della partenza della merce, non al momento dello sbarco.

Errori che vediamo più spesso

Domande frequenti

Il codice EORI è a pagamento?

No. Il rilascio da parte dell’Agenzia delle Dogane è gratuito. Se qualcuno vi chiede un compenso per ottenerlo, sta fatturando un servizio di assistenza, non il codice.

Quanto tempo serve per ottenerlo?

Per un’impresa italiana con posizione regolare il rilascio è di norma immediato o richiede pochi giorni lavorativi. I ritardi nascono quasi sempre da dati anagrafici non allineati con il registro imprese.

L’EORI italiano vale in tutta l’Unione europea?

Sì. È rilasciato da uno Stato membro ed è riconosciuto in tutti gli altri. Un’impresa deve avere un solo EORI, non uno per Paese.

Come si verifica se un codice EORI è valido?

Attraverso il servizio di consultazione della Commissione europea, inserendo il codice: il sistema conferma se è attivo. È un controllo che vale la pena fare anche sul codice del proprio fornitore o rappresentante.

Serve l’EORI per importare dalla Turchia?

Sì, come per qualsiasi importazione da un Paese terzo. La Turchia è in unione doganale con l’UE per i prodotti industriali, il che elimina il dazio ma non l’operazione doganale: la dichiarazione va comunque presentata e richiede l’EORI. I dettagli sulla tratta sono nella pagina spedizioni Turchia-Italia.

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